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DOPO QUELLO PUBBLICATO DA IMG PRESS RIGUARDANTE LO SCANDALO DELL'ATENEO DI MESSINA, E' GIUSTO CHE IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA, NANNI RICEVUTO, SI DIMETTA? VOTATE IL SONDAGGIO...
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Renato Accorinti Renato Accorinti

Invalicabile e fino all'ultimo, senza cedimenti. La Messina del No al Ponte, del No al Cemento che inquina l'ambiente e il mare, di fronte alla baldanza di Silvio Berlusconi e del suo Governo lobbista, si affida a lui e ad Anna Giordano. La lotta sarà dura e si spera senza paura. Se la Messina verde può tentare di vincere fino all'ultimo lo deve a loro.
Anita Ale Anita Ale

La bella rumena fine ed elegante vuol fare la modella professionista nel nostro Paese. Di lei dicono che è una autentica portatrice di sogni, che attraversa le fiabe per gioco e che all’occorrenza sa diventare tentatrice. L’unico sistema per conquistare il suo cuore è farla ridere di gusto. E magari donarle una rosa rossa. Segno d’amore. Farfalla.
Gianni Alemanno Gianni Alemanno

Il migliore in campo dei ragazzi di Fini e questo è un manifesto programmatico della partita giocata da Alleanza Nazionale, tutta imperniata sul detto: in testa alla classifica, per il Popolo delle libertà vediamo. Gianni il puro esclude almeno tre opportunità berlusconiane e rimedia alle ansie dei suoi camerati nella ex città rossa Capitale d'Italia. Quel che ha fatto a Roma è straordinario: anche nei momenti di grande difficoltà, con uscite, rinvii di piede, sicurezza in genere.
Michelangelo Alfano Michelangelo Alfano

Hanno coperto la sua sepoltura come se dovesse rimanere sigillata per l’eternità. La scomparsa di Michelangelo Alfano da Bagheria ha avuto una attenzione unica, come se la sua morte non interessasse alcuno o, invece, dovesse essere più di una minaccia. Un mistero di pulcinella se solo si volesse leggere tra le righe di una storia di mafia. Ma nella città babba la mafia non esiste. Suicidato
Pinella Aliberti Pinella Aliberti

L'assessore messinese alle Politiche sociali è tra le poche donne oggi presenti nei due Palazzi locali a poter vantare di essere lì solo per meritocrazia. Di sicuro non perché doveva essere premiata la sua ignavia o la parentela con qualche boss. E' vero invece che l'Aliberti è una donna che vuole fare tanto e bene per questa Messina saccheggiata. E proprio per questo ci rivolgiamo all'assessore alle Politiche sociali con una preghiera: all’ingresso della Repubblica di San Marino campeggia una scritta ”BENVENTUTI NELL’ANTICA TERRA DELLE LIBERTA’”. Proponiamo a Pinella Aliberti di invitare il sindaco Giuseppe Buzzanca di sostituire la scritta sulla Madonnina con la seguente: “BENVENUTI NELLA TERRA DEL PARADOSSO” dove può capitare e nessuno si scandalizza per questo che il web master è un commercialista, il giornalista l’ex autista di un senatore, l’esperto ingegnere un laureato in informatica, il responsabile alla comunicazione un fenomeno da circo. Che gente così faccia il bello e il cattivo tempo a Palazzo Zanca o a Palazzo dei Leoni, appare francamente eccessivo.
Enzo Allegra Enzo Allegra

Da venditore di mattonelle a manager turistico con aspirazioni politiche. E' il tipico esempio di chi dovrebbe contare sino a cento prima di aprire bocca. Da sempre amicone del boss Michelangelo Alfano l'aveva fatta franca fino a quando quel furbacchione dell'onorevole Nino Gazzara non l'ha designato quale assessore al Comune di Messina. Il premio da lui vinto è stata l'inchiesta per mafia.
Elvira Amata Elvira Amata

Meno male che nella Messina parruccona a un certo punto entra in scena Elvira nostra Amata per portare un po' di allegria in quel mortorio di Palazzo Zanca: titoli, secchielli e palette, cavalli di razza e azzoppati, ma quando tutti i santi giorni ti trovi fra i piedi dei musoni come il vice sindaco Giovanni Ardizzone o il principe dei Bilanci Orazio Miloro, vien voglia di andare a succhiare un fiore a Villa Dante o bere una cassa di Corona a Capo Peloro. A questa Giunta Buzzanca due, la vendetta non manca proprio nulla per essere esilarante: per rompere la spossatezza perenne dei cittadini far servire a metà pomeriggio, nel bel mezzo di una riunione di Giunta, dei cioccolatini: i Ferrero Rocher. Ambrogio, sento un certo languorino...
Pucci Amendolia Pucci Amendolia

Certe sue argomentazioni giudiziarie sono come quella tisana di frutti, erbe, foglie e fiori che stimola le funzioni digestive, promuove l’espulsione dei gas dallo stomaco e dall’intestino e influenza anche l’attività renale. Una infusione al mattino o alla sera delle sue prestazioni oratorie può persino servire a liberarsi dai chili superflui. Forse è per questo che Gianni Sindoni e Salvatore Siracusano spendevano molte ore della loro vita per complottare con lui.
Carlo Ancelotti Carlo Ancelotti

C’è chi giura che presto occuperà una panchina ai giardinetti pubblici di Milano. Tutta colpa di quel distacco dalla Juve che appare già incolmabile. Nonostante l’organico a disposizione arranca con il suo Milan stellare. I meccanismi difensivi sono svizzeri. Sì, come l’Emmenthal. Sopravvalutato.
Antonio Andò Antonio Andò

Dopo avere mutato pelle in maniera sorprendente, ora il senatore Antonio Andò, già sindaco di Messina scopre il fascino dell'avventura, esplorando terreni sconosciuti alla politica nostrana: ci ha sorpreso soprattutto la grande disponibilità del senatore ex diccì a scendere in lizza con Raffaele Lombardo. Solitamente il campione non è disponibilissimo a sperimentare però Andò è di parere diverso. Anche perché nella lista dell'Mpa tutti si sono dati da fare affinché il nuovo sistema diventasse produttivo. I candidati ci credono e sono coinvolti: a ben vedere è questo il loro segreto.
Salvo Andò Salvo Andò

Domandina facile facile anche per un Magnifico di Enna: nell’Italia craxiana un politico beccato a rubare era pur sempre una mela marcia, oggi nell’era berlusconiana un imprenditore che corrompe è un eroe del liberismo e i politici corrotti sono vittime dei giudici cattivi? Chissà cosa risponderebbe ai suoi studenti il già socialista Ministro della Difesa che ha vissuto da protagonista la Prima Repubblica, in prima fila la Seconda e si appresta a tornare in cattedra nella Terza? Accademico.
Mafia Antimafia Mafia Antimafia

Bruno Vespa, strofinandosi le mani, sta già preparando i plastici: dell’Ucciardone e del Parlamento. Il giornalista abruzzese con il mestolo in mano e con l’aiuto del professor Renato Manneheimer, il “mago do Nascimiento” dei sondaggi, farà capire ai telespettatori che per i mafiosi della vecchia generazione c’è il carcere duro. Mentre per i deputati in carica, che hanno aiutato la new generation dei neo-mafiosi, ci sono ville, belle donne, Dom Perignon e passerelle televisive.
Silvano Arbuse Silvano Arbuse

Il ginecologo messinese, dopo essere stato assessore al Comune, ha fatto qualche autogol ed è stato messo fuori rosa dall’allenatore di An. Ora prova a rientrare in campo dato che non ne può più di oziare tra i tavolini del bar ricordando i tempi andati. Per ammazzare il tempo s’inventa persino editore, ma con risultati ancor più modesti dei suoi trascorsi politici. Lo salva la simpatia, ma dovrebbe ammettere i suoi limiti: tanti e tali da consigliargli di prolungare al bar la sua permanenza. Trombato.
Maurizio Arcigli Maurizio Arcigli

Meglio tardi che mai. L’ex numero uno dei Verdi dello Stretto scopre quanto poco democratico sia Francantonio Genovese all’interno del Centrosinistra. Lo fa quando esplode persino la vaporiera degli ambientalisti, costretti a ingoiare la candidatura di Silvio Costanzo da Roccavaldina pur di fare numero. Impossibile da digerire per uno puro ed ecologico come lui. Il passo successivo è stato quello di strappare la tessera. Coerente.
Giovanni  Ardizzone Giovanni Ardizzone

L'onorevole vice sindaco della città del Ponte ha capito che in politica l'unica cosa di cui ci si deve occupare è di se stessi, del proprio personaggio, della propria carriera. Il resto è un accidente, o come dicono quelli che sanno masticare di comunicazione meglio di noi, un optional. Lo abbiamo visto interessarsi dell'arredamento del proprio ufficio a Palazzo Zanca con una maestria e una generosità che fa a pugni con il rigore per il risanamento dei conti. Ma lui in piena confusione mentale invece di chiedere scusa alla collettività per l'enorme esborso di denaro, rilancia quasi fosse il nuovo messia della politica. Il tono era sempre uguale, l'aria sempre mielosamente distratta, la sembianza di chi troppo presto è invecchiato dentro.
Cristian Argurio Cristian Argurio

Qualcuno corto di memoria lo ha scordato: ma certamente noi, no! Cristian resta il migliore in campo del Messina che fu e che forse sarà. Sempre pronto a mettersi al servizio del gruppo e un passo indietro nel momento del trionfo, come sanno fare coloro che lavorano più per gli altri che per il proprio tornaconto. In questi anni di milizia giallorossa, ricordiamo il massimo impegno anche nei momenti di grande difficoltà. Quasi fosse un portiere a guardia dei pali con uscite, rinvii di piede, sicurezza in genere.


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